Disabilità visiva

Emianopsia omonima: quali sono i sintomi?

Emianopsia omonima

Guida alle differenze di sintomi e lesioni che possono permetterci di distinguere un’emianopsia omonima da una bitemporale

Dopo aver preso dimestichezza con questo peculiare deficit visivo (per maggiori chiarimenti approfondite sul nostro articolo su sintomi e cause di questa sintomatologia, vogliamo adesso proporvi un approfondimento volto a fare luce sulle varie tipologie di questa sintomatologia, andando a individuare le differenze con la più comune emianopsia omonima.

Prima di iniziare però, un breve video pubblicato dal canale Santo Stefano Riabilitazione in cui viene fatta una breve presentazione di questo disturbo.

Dibattito su emianopsia omonima e negligenza spaziale.

Possiamo distinguere 4 tipologie differenti1

  • Bitemporale: dovuta a una perdita del campo visivo temporale. In questo caso il cono visivo del paziente è limitato al solo focus centrale, perdendo in questo modo la percezione della vista periferica. Per avvicinarci a capire quale è l’effettiva visuale percepita dal paziente possiamo immaginarci di indossare un paraocchi.  
  • Eteronima binasale: dovuta a una perdita del campo visivo nasale. Condizione estremamente rara che va ad oscurare il campo visivo nasale, generando così due punti ciechi verso l’interno. 
  • Emianopsia omonima destra e sinistra: in questo caso i punti ciechi caratterizzano la zona destra o sinistra del campo visivo. Una lesione che coinvolge il lobo occipitale destro genererà un punto cieco nel campo visivo sinistro, viceversa se a essere coinvolto è il lobo occipitale sinistra il deficit visivo riguarderà il campo destro. 
  • Altitudinali: a differenza dell’omonima destra e sinistra, in cui i punti ciechi si manifestavano per sezioni verticali, qui intaccano i piani orizzontali: la perdita della vista va a inficiare la metà superiore o quella inferiore del campo visivo; nel caso in cui le lesioni si concentrino esclusivamente su un singolo lato siamo in presenza di quadrantopsia

Chiasma ottico: cos’è e che incidenza ha? 

Le lesioni che vanno a danneggiare la corteccia cerebrale si possono sviluppare anteriormente, posteriormente o allo stesso livello del chiasma ottico: è così definita quella particolare zona del cervello in cui avviene un incrocio parziale tra le fibre nervose che vanno a costituire i nervi ottici.  

Vero e proprio sistema a incrocio, caratteristica talmente peculiare dall’essere stata anche fonte di rifermento per la scelta del nome “chiasma”: dal greco χιασμός, che, in italiano corrente, significa “dare forma di chi”: chi è la ventiduesima lettera dell’alfabeto greco, il cui grafema è proprio una “χ”. Il chiasma ottico si trova immediatamente sotto l’ipotalamo (situato quindi nella zona inferiore del cervello). I nervi ottici di ciascuna retina sono connessi all’emisfero controlaterale rispetto all’occhio di partenza. 

La precisa posizione in cui intercorre la lesione è di fondamentale importanza proprio per permetterci di distinguere tre tipologie di lesioni2

  • Prechiasmatiche: in questo caso la lesione si manifesta nella zona antecedente il chiasma. 
  • Chiasmatiche: lesione che si trova in linea con il chiasma. 
  • Retrochiasmatiche: lesione situata nella zona dietro il chiasma ottico. 

Ipotesi di diagnosi: cosa differenzia l’emianopsia omonima dalle altre

Dopo un’attenta analisi del tipo di deficit del campo visivo in cui siamo incorsi è possibile arrivare a un’ipotesi diagnostica sulla zona in cui la lesione si è verificata 3:  

  • Per quanto riguarda l’emianopsia omonima potremmo arrivare a ipotizzare che la lesione sia situata sulla via ottica: dal tratto ottico (continuazione del nervo ottico) alla corteccia visiva. 
  • Se invece la lesione interessa contemporaneamente i fasci di fibre corrispondenti agli angoli laterali del chiasma, siamo in presenza di una binasale. 
  • Avremo invece una bitemporale qualora fossimo in presenza di una lesione degli angoli, rispettivamente anteriori o posteriori, del chiasma ottico. 

L’intreccio di tante competenze 

Sintomatologia estremamente complessa, sia che ci si riferisca all’emianopsia omonima sia alle altre tipologie, capace di racchiudere e coinvolgere molteplici aree funzionali. Negli ultimi anni si è quindi arrivati a espandere l’attenzione che in passato, proprio a causa di una tecnologica che ancora non permetteva determinate analisi, si soffermava principalmente sulle lesioni relative all’apparato visivo; adesso siamo invece in grado di estendere il campo di studi anche agli esperti di neuroscienze.  

Andremo incontro a un vero e proprio intreccio di competenze e conoscenze in grado di generare proficue e collaborazioni, spaziando così da neurologi e neuropsicologi fino a oculisti e fisiatri. 


1MyPersonalTrainer | Emianopsia. Ottobre 2019| Giulia Bertelli 
2Ibid.
3 Medicina online |Emianopsia: sintomi, cura, temporanea, omonima, unilaterale, controlaterale. Settembre 2018  

Simone Manciulli
Copywriter settore medicale.

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