Strabismo: tipologie, sintomi e trattamenti

Valeria Russolillo
Ortottista presso Ospedale Misericordia di Grosseto
6 minuti
 
Le cause di questa problematica sono numerose, ognuna delle quali contribuisce a descrivere i tratti caratteristici delle varie tipologie di strabismo.
Sommario

    La dott.ssa Valeria Russolillo, Ortottista Assistente di Oftalmologia, ci propone un approfondimento sulla strabismo.

    Lo strabismo: che cos’è?

    Un errato allineamento degli assi visivi causato da un’alterazione dei meccanismi neuromuscolari che controllano i movimenti oculari.

    È una malattia che riguarda il 4-5% della popolazione, pertanto può definirsi relativamente comune e può manifestarsi a qualsiasi età. L’età di insorgenza è fondamentale non solo per impostare il percorso riabilitativo del paziente, ma anche nel tentativo di risolvere la sintomatologia che tale patologia comporta durante il periodo di monitoraggio, necessario, prima di arrivare a una soluzione ottica, chirurgica o semplicemente attendere la risoluzione di questo problema.

    Quando si fa riferimento a questa problematica si pensa comunemente ai così detti “occhi storti”, in realtà questo che abbiamo in mente è solo uno dei tantissimi quadri che esistono in letteratura. Immaginiamo di essere agli Uffizi ad ammirare i dipinti Rinascimentali e che ogni quadro sia un tipo di deviazione oculare, ogni pittore ha realizzato la propria opera con tecniche uniche e peculiari, rendendola irripetibile così come accade per le diverse tipologie di questa problematica.

    Inoltre, come capita che solo i dipinti più famosi tra le innumerevoli opere siano conosciuti universalmente da qualsiasi tipo di pubblico, così si verifica nel nostro caso che lo strabismo di Venere sia il più noto al pubblico proprio per la sua popolarità.

    Ecco qui un breve video pubblicato da CENTRO OCULISTICO BRESCIANO | OCULISTA BRESCIA in cui si fa una panoramica su questa problematica.

    Strabismo: come correggerlo in età infantile e come curarlo in età adulta.

    Lo strabismo di Venere

    In questo caso siamo in presenza di una forma lieve in cui uno o entrambi gli occhi non appaiono perfettamente dritti e allineati tra loro. Si narra che anche Venere, la dea della bellezza e dell’amore, avesse questa caratteristica che tutt’oggi si associa a uno sguardo particolarmente affascinante (come quello della famosa attrice Scarlett Johansson). La tendenza che assumono gli occhi può essere sia in convergenza o più frequentemente in divergenza ed è assolutamente involontaria.  

    Questa particolare tipologia può diventare patologica se l’asse visivo devia oltre un certo limite e portare con il tempo a perdita della profondità di campo, quella che in gergo si chiama stereopsi: perdita della capacità di fusione delle immagini a livello della corteccia visiva e perdita di percezione simultanea delle immagini colte dai due occhi. A ciò consegue una sintomatologia ben specifica che può iniziare con bruciore e lacrimazione oculare, mal di testa e astenia visiva, tendenza a chiudere un occhio e visione doppia (cd. diplopia).

    Ogni paziente che incorre in questa problematica è un quadro clinico a sé stante, con una storia personale, quindi un’anamnesi di insorgenza propria, un’evoluzione che può significare un miglioramento o un peggioramento della motilità oculare o della sintomatologia, la presenza o meno di patologie concomitanti sistemiche o locali oculari e un decorso e una risoluzione diversa per ogni persona.   

    Quali sono le cause?

    Le cause sono numerose, una grande classificazione può essere quella di suddividere le stesse in base all’età di insorgenza.

    Gli strabismi congeniti, presenti fin dalla nascita sono attribuibili a patologie organiche quali:

    • la cataratta congenita;
    • il glaucoma primario congenito;
    • la ptosi;
    • la retinopatia del prematuro;
    • opacità corneali congenite etc. 

    Queste patologie causano ambliopia da deprivazione: impediscono alla luce di passare attraverso il forame pupillare, raggiungere la retina e sviluppare la vista. Il termine ambliopia indica una ridotta acuità visiva, solitamente monolaterale che porta a storcere l’occhio colpito, causata da un ostacolo al normale sviluppo sensoriale ed è passibile di recupero parziale o totale mediante idoneo trattamento riabilitativo ortottico e oculistico.

    Le cause sopra citate possono essere responsabili dell’insorgere di questo problema anche se si presentano in età adulta, in questo caso non ci troveremo una riduzione del visus dell’occhio deviato, ma diplopia.

    Nei pazienti dai sette anni di età il sistema visivo si definisce maturo, ciò significa che il nostro cervello è abituato a ricevere immagini dai due occhi e non riesce più a sopprimerne una.

    Questo è il caso in cui questa problematca è scaturita da:

    • traumi;
    • patologie neurologiche;
    • dismetabolismi.

    I traumi interessanti la regione orbitaria come, ad esempio, le fratture di una delle pareti dell’orbita, possono portare a un quadro per incarceramento di un muscolo extraoculare con conseguente diplopia.

    Patologie neurologiche

    Quando questa problematica è dovuta a patologie neurologiche, tende a essere variabile e a modificarsi dal momento della sua insorgenza acuta e durante il periodo di monitoraggio anche come conseguenza della terapia medica farmacologica. In questi casi si consigliano stretti monitoraggi del quadro oculomotorio con studio della motilità oculare e Schermo di Hess per il primo anno circa di insorgenza di questa problematica.

    Patologie sistemiche

    Altre patologie sistemiche quali il diabete e l’ipertensione arteriosa se non ben controllate possono avere come conseguenza l’insorgenza di questa problematica, anche in questo caso è importante il monitoraggio del quadro oculomotorio e la valutazione dal medico Specialista.

    Difetti di vista non corretti

    I difetti di vista non corretti sono un’altra causa molto comune. Oggi giorno c’è una forte sensibilizzazione alla prevenzione, soprattutto per quelle patologie che si sviluppano in età pediatrica, infatti i pediatri invitano ad eseguire uno screening ortottico per studio della motilità oculare ed uno screening oculistico, proprio per escludere la presenza di questa problematica, dovuta a ipermetropie, miopie e astigmatismi non corretti.

    Esistono alcuni tipologie di questa problematica definite accomodativi puri o parzialmente accomodativi che si risolvono completamente o in gran parte con il solo utilizzo dell’occhiale.

    Altri tipi di strabismo

    Esistono altre forme particolari con quadri clinici ben definiti e caratteristici e sono la Sindrome di Duane e la sindrome di Brown.

    Sindrome di Duane

    La sindrome di Duane è una forma congenita, incomitante, vale a dire che l’angolo di strabismo varia nelle nove posizioni di sguardo ed è maggiore nella direzione di sguardo del muscolo interessato, caratterizzata da difficoltà di adduzione dell’occhio: ovvero difficoltà a farlo ruotare verso il naso con restringimento della rima palpebrale e retrazione del bulbo oculare dell’occhio affetto.

    Sindrome di Brown

    La Sindrome di Brown può essere congenita o acquisita in età adulta, è causato da un ostacolo meccanico che impedisce al muscolo oculare interessato di far elevare l’occhio e di farlo ruotare verso l’interno.

    Incomitanti

    Tra questi è da menzionare l’oftalmopatia tiroidea il cui segno evidente con cui si manifesta è la protrusione dei bulbi oculari, definita esoftalmo, con alterazione dei muscoli extraoculari e strabismo. 

    Altre classificazioni

    Un’altra classificazione tiene conto della direzione in cui deviano gli occhi.

    Si parla di tipologia convergente o esotropia quando la deviazione degli assi visivi è manifesta e gli occhi tendono a storcere verso il naso, divergente o exotropia quando, al contrario, divergono verso l’esterno.

    Strabismo verticale, ovvero ipertropia o ipotropia quando un occhio risulta più alto o più basso rispetto al controlaterale.

    Sintomi

    Come accennato in precedenza a seconda dell’età di insorgenza di questa problematica cambia la sintomatologia. In età pediatrica prima che l’apparato visivo possa considerarsi maturo non vi è alcuna sintomatologia soggettiva che possa disturbare il paziente.  Patognomonico della Sindrome di Leber, che esordisce entro il primo anno di vita del paziente è il segno digito Oculare di Franceschetti (strofinamento e pressione del globo oculare). Questo segno è espressione del marcato deficit visivo a cui si possono associare ipermetropia, strabismo convergente, fotofobia e nistagmo.

    Sempre in età pediatrica, in alcune tipologie latenti divergenti, è possibile riscontrare affaticamento visivo e sfuocamento dell’immagine con deficit di convergenza e difficoltà di messa a fuoco dell’immagine prevalentemente per vicino.

    Nel paziente adulto questa problematica, di qualsiasi causa essa sia, ha come sintomo la diplopia, la confusione visiva e la tendenza di chiudere un occhio (per eliminare la diplopia).

    Il trattamento

    Il trattamento è riabilitativo nei pazienti con ambliopia, nota come occhio pigro. La terapia utilizzata può avvalersi dell’uso di occhiali, filtri penalizzanti in grado di moderare la luce che arriva all’occhio e il bendaggio, ovvero l’occlusione totale dell’occhio fissante e con maggiore acuità visiva al fine di far sviluppare quello ambliope.

    Nei pazienti con questo tipo si problematica e diplopia, se hanno sintomatologia soggettiva invalidante, si possono provare e prescrivere lenti prismatiche su misura per il paziente con lo scopo di tornare a vedere una sola immagine.

    In entrambi i casi si può arrivare alla chirurgia. La chirurgia ha il duplice scopo di mantenere la normosensorialità del paziente ove possibile ed eliminare la diplopia, oltre al mero fine estetico.

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    Valeria Russolillo
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